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ESSERE POETA NON E' UNA MIA AMBIZIONE . E' LA MIA MANIERA DI STARE SOLA...MA SEMPRE CN UN ANIMA chE HA VOGLIA DI COMUNICARE....OGGI SONO DI UN COLORE TRASPARENTE SE MI PASSI DENTRO CON LA TUA ANIMA MI FARAI SOLO PIACERE ……TI ASPETTO…………
martedì, 12 febbraio 2008,febbraio 12, 2008 17:40

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sabato, 27 ottobre 2007,ottobre 27, 2007 10:24

Avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle
storie fotografate dentro un album rilegato in pelle
tuoni d'aerei supersonici che fanno alzar la testa
e il buio all'alba che si fa d'argento alla finestra
avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare
schiuma di cavalloni pazzi che si inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate
un treno per l'America senza fermate.

Avrai due lacrime più dolci da seccare
un sole che si uccide e pescatori di telline
e neve di montagne e pioggia di colline
avrai un legnetto di cremino da succhiare
avrai una donna acerba e un giovane dolore
viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore
avrai una sedia per posarti e ore vuote come uova di cioccolato
ed un amico che ti avrà deluso tradito e ingannato...

Avrai, avrai, avrai il tuo tempo per andar lontano,
camminerai dimenticando, ti fermerai sognando...
Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore, amore avrai...

Avrai parole nuove da cercare quando viene sera
e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che ti fuma in gola un po' di tosse
Natale di agrifoglio e candeline rosse
avrai un lavoro da sudare
mattini fradici di brividi e rugiada
giochi elettronici e sassi per la strada
avrai ricordi ombrelli e chiavi da scordare

Avrai carezze per parlare con i cani
e sarà sempre di domenica domani
e avrai discorsi chiusi dentro e mani che frugano le tasche della vita
ed una radio per sentire che la guerra è finita...

Avrai, avrai, avrai il tuo tempo per andar lontano,
camminerai dimenticando, ti fermerai sognando...
Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore, amore, amore, amore avrai...

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venerdì, 15 dicembre 2006,dicembre 15, 2006 21:14


Sirene di navi urlavano al vento
la radio passava le pubblicità
le labbra accostate ancora una volta
ed una carezza ancora...

Un filo di sole entrò nella stanza
sulla poltrona i nostri paltò
parole inghiottite e sguardi bambini
e come poterti dire che tu eri...

Più del vino più del pane più
della pelle delle ossa più
più dei sassi più dell'erba più
più di tanto più di tutto più...
Più del porto più dei tetti più
dell'inverno dell'estate più
dei cavalli del cortile più...
un po' di più...

Una madonnina fosforescente
dei fiori finti sopra il comò
cercavi i collant distratta e indolente
e un giorno di più allo specchio...

Il frigo russava dalla cucina
e tu canticchiavi facendo il caffè
la tristezza lunga della mattina
e come gridarti amore che tu eri...

Più del caldo più del letto più
dei capelli delle mani più
più del pianto di un sorriso più
più di cento più di mille più...
Più dei soldi più dell'oro più
della piazza delle giostre più
più di un mese più di un anno più...
un po' di più...

Sirene di navi urlavano al vento
e tu eri un po' di più... più
più del grano più del fieno più
più dell'aria più dell'acqua più
più del cane del maglione pi u'

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venerdì, 15 dicembre 2006,dicembre 15, 2006 14:55

Scaletta del 14 dicembre 2006 ( CLAUDIO BAGLIONI)

Tutti Qui
Strada Facendo
Noi no
Avrai

Medley "Aria":
-Porta Portese
-A Modo mio
-Signora Lia
-W l'Inghilterra
-Notti
-Serenata in sol

Mai più come te
Amori in corso
Poster

Medley "Acqua":
-Con tutto l'amore che posso
-Io dal mare
-Le ragazze dell'est
-Domani mai
-Quei due
-Acqua dalla Luna

Quante volte
Sono io
Buona Fortuna

Medley "Terra":
-Ragazza di campagna
-I vecchi
-Un pò di più
-Fotografie
-Vivi
-Le vie dei colori

Cuore d'aliante
E adesso la pubblicità
Notte di note, note di notte

Medley "Fuoco":
-Dagli il via
-Un nuovo giorno o un giorno nuovo
-Io me ne andrei
-Quanto ti voglio
-Bolero
-Grand'uomo

5 minuti
Via

Medley "Storia":
-Questo piccolo grande amore
-Amore bello
-Etu
-Sabato Pomeriggio
-Solo
-E tu come stai

Io sono qui
Mille giorni di te e di me
La vita è adesso

"Quando anche l'ultima nota cessa di vibrare lasciando spazio ad un po' di nostalgia, diventa importante condividere quei momenti legati ad un concerto, un incontro, un'emozione, affinche' il loro ricordo possa sfidare il tempo"


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giovedì, 14 dicembre 2006,dicembre 14, 2006 12:19

Amori In Corso

amori a cavalcioni sui muretti si sfiniscono di baci
con un'ansia dolce e il cuore rotto,
amori incatenati sulle moto vanno scoppiettando
incontro al mare con il costume sotto,
amori delle ultime file
che all'uscita dei cinema ancora hanno i volti
accesi
amori dei gelati di aprile
benedetti dal sole come panni stesi
amori sbullonati in riva al bar sulle lambrette
che aspettano un'estate nuova e azzurra e un'
altra storia
amori rifugiati in fondo a un tram di gente che
ritorna
occhi impigliati s'imparano a memoria
amori di domenica al centro
angeli e santi che piombano giù da chiese di
carbone
amori che l'inverno ha rinchiuso dentro
per terra si rigirano in una canzone
amori lunghi di tramontana
si accompagnano e bevono eccitati le scale in un
sorso
amori dentro sciarpe di lana
tuffati nelle strade degli amori in corso
amori di mare
quando la pelle s'increspa e ha paura
sono una cosa sola con le stelle
e il velluto di una notte scura
amori
che sono nati quando è nato il vento
che spoglia il cielo degli ultimi colori
ed un intero giorno che tramonta e se ne va pi
lento
amori
eterni come l'acqua alle fontane
e i giorni sono un po' più lunghi e si esce fuori
a respirare gli orizzonti e le montagne pi lontane
amori sotto vuoto dentro le cabine e un sole
che va giù insieme al gettone parlano con le mani
amori corsi a ripararsi al buio dei portoni
si scrollano la pioggia dai capelli come i cani
amori dei vernice sui muri
quando la campana fa volare i ragazzi di scuola
amori a un ballo come canguri
cuori mischiati su una pista di stagnola
amori sfumati nel vento
in auto gonfie di musica e di sere accelerate
amori matti che si corrono dietro
e si sdraiano ad asciugare le anime bagnate
amore di neve
quando l'aria impazzisce di bianco
e tra le braccia quel senso d'amore
che ci consuma e ci fa il cuore stanco
amori
quanti chilometri di amori al mondo
un po' smarriti in questo traffico di cuori
così diversi così uguali di una vita o di un
secondo
amori
che sono vivi in questo stesso istante
che mi confonde in altri giorni e in altri odori
adesso che non ti conosco adesso che tu sei
distante
amori
mille miliardi nell'universo
mille miliardi di stelle e di dolori
adesso che ancor prima di trovarti forse ti ho già
perso

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mercoledì, 13 dicembre 2006,dicembre 13, 2006 11:20

seduto con le mani in mano
sopra una panchina fredda del metro
sei li' che aspetti quello
delle sette e trenta
chiuso dentro il tuo paletot
un tizio legge attento le istruzioni
sul distributore del caffe'
ed un bambino che si tuffa
dentro a un bigne'
( )
e l'orologio contro il muro
segna l'una e dieci da due anni in qua
il nome di questa stazione e'
mezzo cancellato dall'umidita'
un poster che qualcuno ha
gia' scarabocchiato
dice vieni in tunisia
c'e' un mare di velluto ed una palma e
tu che sogni di fuggire via
di andare lontano lontano
andare lontano lontano
e da una radiolina accesa arrivano
le note di un'orchestra jazz
un vecchio con gli occhiali
spessi un dito
cerca la risoluzione a un quiz
due donne stan parlando
con le braccia piene
di sacchetti dell'upim
e un giornale e' aperto
sulla pagina dei films
()
e sui binari quanta vita
che e' passata e
quanta che ne passera'
e due ragazzi stretti stretti
che si fan promesse per l'eternita'
un uomo si lamenta ad alta voce
del governo e della polizia
e tu che intanto sogni ancora
sogni sempre sogni di fuggire via
di andare lontano lontano
andare lontano lontano
sei li che aspetti quello delle
sette e trenta
chiuso dentro il tuo paletot
seduto sopra una panchina fredda
del metro

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martedì, 28 novembre 2006,novembre 28, 2006 10:02

tu che sei sempre dentro di me
corri nel vento insieme a me
E un giorno nel tempo
ritornerai lo sento
un vento dal cielo
ritornerai lo sento

viso sopra al petto a leggermi i dolori ed i miei
guai
ho camminato quelle vie che curvano seguendo il
vento
e dentro a un senso di inutilità...
e fragile e violento mi son detto tu vedrai vedrai
vedrai
strada facendo vedrai
che non sei più da solo
strada facendo troverai
un gancio in mezzo al cielo
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore, vedrai

ci sono io e sono qui
con la pazzia di stringerti
mi hai perquisito gli occhi
e sai sono pulito
non posso ucciderti mai più
e si torna a scendere in pista
un altro viaggio
e io sono qui
non perdiamoci più di vista

il sogno è un vento
che abbiamo stretto fra le mani
il sogno è il cielo
di un'altra notte che è finita
un grido che sia più forte della vita

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martedì, 21 novembre 2006,novembre 21, 2006 18:07

CUORE DI ALIANTE

Io l'ombra che andò via
costeggiando il muro o restando lì
l'uomo che cercò la sua profezia
dritto nel futuro e poi si smarrì
suono di tam tam e io ci ballo su
da tutta una vita fulminea
come un viaggio in tram che ti siedi giù
e è il capolinea
io l'onda che si alzò
su dal mare scuro dell'umanità
l'urlo che si udì quando rimbalzò
forte sul tamburo della libertà
sogno di colei che è la mia follia
e mai questa ferita rimargina
e che dai libri miei ha strappato via
l'ultima pagina
sono acqua di foce ed è una croce
non sapere mai se la mia voce
è fiume o oceano e non c'è no fiume
che due volte sia capace
di bagnarmi e darmi pace
perché il tempo se ne va e tutto tace
io resto qua nell'irrealtà
dell'immenso velo del mio cielo a metà
sarà una nuova età o solo un'altra età
il volo di un eterno istante
nel mio cuore di aliante
io l'indio che partì
nel cammino duro di cercare sé
l'arco che lanciò una freccia qui
dentro un cuore puro luogo che non c'è
sonno di amnesie che non dormo più
ma non ho finito di esistere
con queste energie cresco la virtù
di resistere
sono acqua di fonte che al suo monte
non può ritornare e il mio orizzonte
è solo vivere e vivere da solo
come un sasso di un torrente
che non ferma la corrente
perché il tempo se ne va e lascia niente
io resto qua nell'irrealtà
dell'immenso raggio del mio viaggio a metà
sarà una nuova età o solo un'altra età
il volo di un eterno istante
nel mio cuore di aliante
a combattere il tempo come si fa
si può battere solo
a tempo di musica
non ti abbattere al tempo che se ne va
lo puoi battere ancora
a tempo di musica sul tempo che va
a tempo di musica nel tempo che va
io resto qua nell'irrealtà
dell'immenso fondo del mio mondo a metà
sarà una nuova età o solo un'altra età
il volo di un eterno istante
nel mio cuore di aliante
io a combattere il tempo
l'ombra che andò via
costeggiando il muro o restando lì
l'uomo che cercò la sua profezia
dritto nel futuro e poi si smarrì
a tempo di musica


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lunedì, 20 novembre 2006,novembre 20, 2006 15:33

Acqua Nell'acqua

tu chi sei
che parli diverso
più giovane di me
in un'altra età persa perso
in mezzo ai giorni tuoi
pezzi di quella vita che non so
tu chi sei
tu chi sei
un universo
tu che hai
la nuova promessa
di un segno che lasciai
nell'infinita adesso impressa
in fondo agli occhi tuoi
figli di quella luce che non e
solo tua solo mia
se l'alba e la stessa
cielo e oceano
acqua nell'acqua
onda e nuvola
acqua nell'acqua
fiato dentro il fiato
io in te quant'e passato?
corpo e anima
acqua nell'acqua
vene e lacrime
acqua nell'acqua
il mio grido nel tuo grido
e stato un brivido
un vento caldo da domare
per salirci su e tornare
a riamare aria e mare
con te che fai
un altro sentiero
e insegui la tua vita
in cerca di te vera vero
e non si arriva mai
a sapere quand'è che finirà
tu che hai
io che ho
un cuore sincero
che batte
un cuore che batte
davvero
cielo e oceano
acqua nell'acqua
onda e nuvola
acqua nell'acqua
fiato dentro il fiato
io a te cos'è che ho dato?
corpo e anima
acqua nell'acqua
vene e lacrime
acqua nell'acqua
il mio grido nel tuo grido
e ancora un brivido
che c'è
che piega e piaga la mia schiena
che rovescia un fiume in piena
mi svegliai
su questa scena
e nello sconcerto
cominciai il concerto
e incerto salutai
e attraversai
tutto il deserto
per trovarmi in mare aperto
e respirai
e respirai
acqua nell'acqua di parole
come un salto nelle gole
verso isole di sole
un volo libero di bere
nelle azzurrità leggere
anche per perdersi e cadere
ricadere giù


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martedì, 31 ottobre 2006,ottobre 31, 2006 20:44

Un Mondo A Forma Di Te

meglio di no non voltarsi mai quando si va via
perché voltarsi è già un po' tornare è già nostalgia
e non si va mai così lontano e mai via di qua
mai come quando non si sa bene dove si va
la culla di foschia di un piccolo mattino
e come una malìa mi si versò nel cuore
ed io inseguii la scia forse di un palloncino
scivolando via senza rumore
così si va non perché ci sia qualche cosa poi
che è da vedere ma per vedere cosa c'è in noi
e poi non vedi mai ciò che pensi che incontrerai
ma trovi sempre quello che non hai pensato mai
un altro sole in più saliva sulla strada
ed io scendevo giù con passi da impostore
e intinsi dentro il blu la punta di una spada
non odiarmi tu senza rancore
me ne vado da te
con un sasso nel cuore
senza rancore
non averla con me
e firmai il viaggiatore
con quella eterna febbre in noi
per ciò che non siamo mai stati
andiamo per campare
già delusi e stanchi
viviamo come zebre poi
rinchiusi dietro gli steccati
illusi di sembrare
dei cavalli bianchi
io allora presi via con me
pronto a sfidare le mie stelle
e poi che fine avremmo fatto
io e te
saresti tu moglie di un re
oppure amante di un ribelle
od infermiera a un matto
o sposa a un martire senza più amore
ciò che hai davanti è di più di quello che hai avuto già
anche se quello che hai avuto sempre davanti sta
e tanto quello che perdi non ti perdona mai
perché per perdere e perdonare ci vuole sai
e se ora vado via arrivederci a un giorno
e non sarà l'addio di questo viaggiatore
un grano di utopia ti porto al mio ritorno
un universo mio
senza colore
i bianchi misero i neri ma ci pensi com'è
a combattere i gialli un mondo senza colore
per tenersi ciò un mondo a forma di te
che presero ai rossi sulla rotta del cuore
senza squallore
le borse crebbero a nord ma ci pensi com'è
sulla fame del sud un mondo senza squallore
mafie dell'est un mondo a forma di te
nelle banche dell'ovest sulla rotta del cuore
senza dolore
le madri piansero i figli ma ci pensi com'è
che non sono tornati un mondo senza dolore
da una guerra in cui un mondo a forma di te
stuprarono donne sulla rotta del cuore
senza terrore
i vili fecero i forti ma ci pensi com'è
con le sorti dei vivi un mondo senza terrore
i buoni uccisero un mondo a forma di te
tutti i cattivi sulla rotta del cuore
senza più orrore



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lunedì, 30 ottobre 2006,ottobre 30, 2006 19:28

Mille giorni di te e di me

Io mi nascosi in te poi ti ho nascosto,
da tutto e tutti per non farmi più trovare...
e adesso che torniamo ognuno al proprio posto
liberi finalmente e non saper che fare...

Non ti lascia un motivo, né una colpa,
ti ho fatto male per non farlo alla tua vita....
tu eri in piedi contro il cielo ed io così
, dolente mi levai "imputato alzatevi"...

Chi ci sarà dopo di te,
respirerà il tuo odore,
pensando che sia il mio....io e te..
che facemmo invidia al mondo

avremmo vinto mai,
contro miliardi di persone...
e una storia va a puttane...
sapessi andarci io...

Ci separammo un po' come ci unimmo,
senza far niente e niente poi c'era da fare,
se non che farlo lentamente noi fuggimmo
lontano dove non ci si può più pensare...

Finimmo prima che lui ci finisse,
perché quel nostro amore non non avesse fine,
volevo averti e solo allora mi riuscì...
quando mi accorsi che ero lì per perderti ...

Chi mi vorrà dopo di te..
si prenderà il tuo armadio,
e quel disordine...che tu,
hai lasciato nei miei fogli andando via così,
come la nostra prima...scena...

solo che andavamo via di schiena incontro a chi...
insegneremo quello che...noi due imparammo insieme,
e non capire mai...cos'è...se c'è stato per davvero...
quell'attimo di eterno che non c'è...

Mille giorni di te e di me....

Ti presento, un vecchio amico mio...
il ricordo di me... per sempre,
e per tutto quanto il tempo, in quest'addio...
io m'innamorerò...di te...

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lunedì, 23 ottobre 2006,ottobre 23, 2006 23:22

Quelli degli altri Tutti qui

Il 20 ottobre, Claudio Baglioni, torna con un nuovo album di cover dei più grandi artisti della musica italiana. Baglionifansite.com vi offre una mini recensione di queste 29 stupende canzoni contenute in "Quellideglialtri Tutti qui".

CD1.

01. Cinque minuti e poi (1968)
Cantata da Maurizio Arcieri, ex Leader  dei New Dada, presentata al Disco per l'estate del 1968.

 

02. Io che amo solo te (1962)
Inno all'amore, composto e interpretato da Sergio Endrigo. Suo primo successo, canzone che rasenta la perfezione assoluta, inno all'amore fatto di cose semplici.

 03. Una lacrima sul viso (1964)
Successo interpretato al Festival di San Remo 1964 da Bobby Solo (con il testo di Mogol), edizione che Bobby Solo non riuscì a vincere perchè, colpito dalla laringite, nell'ultima serata si esibì in play back, accettando però di essere messo fuori gara.

04. Insieme a te non ci sto più (1968)
Di Paolo Conte, del 1968 cantata da Caterina Caselli, la quale, lasciato il look del Caschetto d'oro, affrontò in questa ballata nuovi temi e nuove musicalità, più da canzone d'autore.

05.  Non arrossire (1961)
Canzone di Giorgio Gaber,  lenta e sognante.

06. Che cosa c'è (1963)
Canzone scritta da Gino Paoli nel 1963, interpretata anche da Ornella Vanoni.

07. Arrivederci (1959)
Firmata da Umberto Bindi, portata al successo da Don Marino Barreto Junior.

08. Fortissimo (1966)
Cantata da Rita Pavone e sigla di Studio 1. Autori:  il maestro Bruno Canfora, e la nota regista Lina Wertmuller.

09. Cento giorni (1966)
Successo di Caterina  Caselli, anno 1966.

10. Il mio mondo (1963)
Scritto da una grande coppia da Gino Paoli e Umberto Bindi, portata al successo da quest'utimo, capolavoro assoluto, cantata in ogni parte del mondo da artisti di grande fama come Tom Jones, e dalla Dionne Warwick.

11. C'era un ragazzo (1966)
Canzone conosciuta come successo di Gianni Morandi, ma in realtà lanciata nel 1966 da Mauro Lusini (autore insieme a Franco Migliacci).

12.  Un giorno dopo l'altro (1966)
Scritta e interpretata dal grande Luigi Tenco. Canzone di struggente malinconia, sigla tv della famosa serie : "Le inchieste del Commissario Maigret".

13.  Vengo anch'io no tu no (1968)
Enzo Jannacci, scritta in collaborazione con Dario Fo e Fiorenzo Fiorentini. Anno 1968, diventata un classico tormentone con cui Jannacci , tra il serio e il faceto, sottolineava l'irrequietezza di un personaggio perdente ad ogni occasione.

14. L'ultima occasione (1965)
Versione cover italiana di un successo in inglese di Tom Jones, portata al successo da Mina nel 1965, che la cantò nella stessa tonalità dell'interpretegallese, senza alcun problema di intonazione.


CD2.

01.Se non avessi più te (1965)
Cantata da un giovanissimo Gianni Morandi nell'edizione del Cantagiro del 1965.

02. Il mondo (1965)
Canzone trionfatrice al Disco per l'estate del 1965, composta da Gianni Meccia e Jimmy Fontana (quest'ultimo interprete del brano).

03. Amore che vieni, amore che vai (1968)
Ballata struggente di Fabrizio De Andrè, anno 1968.

04. Io che non vivo (1965)
Successo di Pino Donaggio, portata al Festival di San Remo 1965, e successivamente interpretata in maniera magistrale da Mina.

05. Le strade di notte (1963)

Scritta e cantata da Giorgio Gaber. Interprete del brano al Festiva di Castrocaro, Gigliola Cinquetti.

06. Canzone per te (1968)
Di Sergio Endrigo, vincitrice del Festival di Sanremo 1968, cantata in coppia con Roberto Carlos. Canzone di stampo melodico, in una anno in cui  la contestazione e la
rottura portata dalla nuova generazione, incominciavano a farsi largo anche
tra le tavole del palco Sanremese.

07. Emozioni (1970)
Scritta dalla coppia Mogol-Battisti e cantata da questu'ultimo nel 1970. Intramontabile!

08. Lontano lontano (1966)
Canzone nobile di Luigi Tenco. Cantata al Disco per l'estate del '66, è una delle più
belle mai scritte dal cantautore genovese.

09. Senza fine (1961)
Successo scritto e cantata da Gino Paoli nel 1961, nata nel pieno di un amore tra lui e Ornella Vanoni, musa ispiratrice del brano.

10. La canzone dell'amore perduto (1968)
Testo e musica di De Andrè, 1968.

11. Nel blu dipinto di blu (1959)
Conosciuta ai più come Volare, è la canzone italiana più famosa nel Mondo.

12. Vedrai vedrai (1967)
Tristissimo affresco surreale di Luigi Tenco, sulla vita tediosa che scorre senza un guizzo, senza un'impennata, ma che aspetta sempre una emozione che ne possa cambiare il corso.

13. Se telefonando (1966)

Cantata da Mina, 1966. Composta da De Chiara, Maurizio Costanzo, Ennio Morricone.

14. Una miniera (1969)
Cantata dai New Trolls, uscita sul vinile 1969, testo di forte drammaticità, che porta l'ascoltatore a soffrire insieme al protagonista della canzone, operaio delle miniere e
assieme alla sua donna, la quale con il cuore in gola ogni sera aspetta il ritorno del suo uomo, finchè un brutto giorno quel ritorno non avviene.

15. Il nostro concerto (1960)
Umberto Bindi, 1960 (interpretata, tra l'altro anche da Peppino di Capri). Di struggente melodia, ancora oggi ricordata come una delle più belle e importanti del Maestro Bind

alcune di queste canzoni le ho ascoltate...grazie..a te ke mi hai regalato..queste emozioni.....e' cn te..quelle parole..hanno un qualkosa in piu'..:) a te ke sei......

.

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domenica, 22 ottobre 2006,ottobre 22, 2006 15:01

 

"NON ARROSSIRE"
Non arrossire
quando ti guardo
ma ferma il tuo cuore
che trema per me
non aver paura
di darmi un bacio
ma stammi vicino
e scaccia i timor
il nostro amor
non potra' mai finire
stringiti a me
e poi lasciati andar
no non temere
non indugiare
non si fa del male
se puro e' l'amor
non arrossire
quando ti guardo
ma ferma il tuo cuore
che trema d'amor

Non arrossire
Giorgio Gaber...1961...
canzone lenta e sognante

 

QUELLI DEGLI ALTRI TUTTI QUI 

(scritto di Claudio Baglioni e contenuto nel libretto del doppio cd )

Nessuno sa da dove arrivi. Nè da dove, nè come, nè perchè. Tutti, però,
la sentiamo scendere dentro di noi fino a profondità inimmaginabili e,
una volta lì, la sappiamo capace di compiere prodigi per chiunque altro
impensabili.

La musica, intendo. La lingua più alta. Probabilmente l'unica che ci
consente di appoggiare l'orecchio al petto del tempo e perceire il
flebile pulsare dell'infinito.

Intuizione tra le più grandi dell'uomo. Più grande ancora della parola.
Perchè alla parola dette le ali e la rende libera di superare qualsiasi
ostacolo e raggiungere qualunque latitudine. L'unica lingua che parla a tutti e da tutti si fa capire. Ma anche la sola che tutti sono in grado di parlare senza che sia necessario possederne grammatica e sintassi. Pura e preziosa come l'acqua. Invisibile e indispensabile come l'aria.

Prima che arrivasse lei, invisibile lo ero anch'io.In una periferia che
adorava ancora di dopoguerra. Ingenua, variopinta, disorientata e
disordinatamente asetata di vita. Non so perchè, ma ero convinto che il futuro sarebbe arrivato prt tutti, tranne che per me e che, se qualcuno avesse scattato una foto, sarei stato l'unico incapace di impressionare la pellicola. L'identità era una nebulosa. Un buco nero. Un postulato indimostrabile. Un bisogno che mi pareva impossibile soddisfare. La cercavo ovunque. Senza sapere cosa, nè dove cercare. Sapevo solo che doveva essere lì, da qualche parte e che se non l'avessi trovato non solo non avrei mai saputo chi e cos'era, ma non avrei mai potuto cominciare il cammino alla ricerca degli altri e delle risposte alle mille domande che puntavano il dito verso di me.
E proprio quando sembrava che quella nebulosa non si sarebbe mai dissolta e che il buco nero sarebbe rimasto tale per sempre, è arrivata lei. Non è stata una folgorazione. Non quel colpo di fulmine che sembrava l'unico elemento in grado di certificare la presenza di una vocazione autentica. E' stato un corteggiamento lento. Incontri brevi e fugaci. Sguardi rubati. Parole e note strappate qua e là, a una radiolina rimasta accesa in cortile, a un juke-box abbandonato all'apatia di inverni bassi e immutabili, al pallore irrequieto di qualche televisore. Un corteggiamento lento e difficile. Con accelerazioni improvvise e improvvise pause. Slanci, dubbi, incomprensioni, ripensamenti e ritorni di fiamma. Più volte siamo stai sul ponte di rompere e perderci per sempre. Di lei mi affascinava il fatto che sembrava venire da un altro mondo (e, forse, era proprio così), ma più ancora, che era certamente un altro il mondo nel quale riusciva a trascinarmi ogni volta che la finestra della coscienza si spalancava e il vento scoperchiava emozioni, desideri, sensazioni, pensieri. Dopo di lui, nulla era più come prima. Nemmeno io.

Un vento sempre diverso, sempre nuovo e sempre più ricco di richiami e suggestioni. Soffiava da terre sconosciute portando la magia di geografie dai nomi carichi di energia e mistero-Bindi, De Andrè, Endrico, Modugno, Paoli, Tenco...Uno vicino all'altro davano vita al quadratnte magico dell'arte povera e potente della canzone d'autore. Probabilmente la forma espressiva popolare che più di ogni altro animato di sè laseconda parte del novecento, grazie al fascino immediato e definitivo della sua semplicità, all'ineguagliabile potere di sintesi, alla straordinaria portata evocativa. Un'arte capace di mostrare ciò che, fino ad allora, nessuno aveva mai visto e, soprattutto, mai aveva immaginato di poter vedere. Parte di quel vento è racchiuso in questa terza collezione, dedicata ai pochi temerari che si sono fatti vela davanti a lui per guidare la barca dei navigatori dell'esistere alla scoperta di rotte nuove, oltre alle colonne d'Ercole di paure, fragilità e dubbi che affollano l'animo umano. Anche questa volta non so se sono davvero "tutti qui". Ancora una volta non è questo il senso. Il desiderio è quello di rintracciare semi e radici di un percorso personale e professionale che, se è così lungo e fortunato lo deve anche alla spinta di questi venti.

Ho cercato di ritrovare e dirottare su di voi il sapore inconfondibile e indimenticabile di certe "folate", con la speranza di restituire qualche frammento della magia ricevuta in dono da loro e
l'augurio che a nessuno venga mai meno la voglia di aprire la finestra dell'anima e il coraggio di lasciare che le correnti portino scompiglio fuori e dentro di noi.

Claudio Baglioni

"IL NOSTRO CONCERTO"
Ovunque sei, se ascolterai
Accanto a te mi troverai
Vedrai lo sguardo
Che per me parlò
E la mia mano
Che la tua cercò

Ovunque sei, se ascolterai
Accanto a te mi rivedrai
E troverai un po' di me
In un concerto dedicato a te

Ovunque sei, ovunque sei
Dove sarai mi troverai
Vicino a te


Il nostro concerto (versione sinfonica)
Umberto Bindi, 1960 (interpretata, tra l'altro anche da Peppino di Capri).
Di struggente melodia, ancora oggi ricordate come un a delle più belle e
importanti del Maestro Bindi.

by semplicementebiagio | categoria:claudio baglioni | Link | commenti (5)(popup) | commenti (5)
martedì, 26 settembre 2006,settembre 26, 2006 20:53

 festa sia!
Cercando che sia sempre un crescendo


Crescere e cercare: il sale della vita. Due verbi che si rincorrono, proprio come l'uomo e il tempo. Noi, che lo inseguiamo -cercando di carpirgli i segreti di questo oggetto misterioso che è la vita- lui che non si fa raggiungere e ci sfugge: incorruttibile custode di un mistero che deve, ad ogni costo, rimanere tale.
Credo che sia tutto in questo inseguimento senza fine, in questa interminabile "mosca cieca" il senso del viaggio che ci lega. Noi viaggiatori e lui piroscafo che ci fa scivolare tra le onde indomabili dell'oceano della storia. Perché, se è vero che l'uomo non è niente senza il tempo, è altrettanto vero che il tempo non esiste se non nella coscienza, negli occhi, nel cuore degli uomini.
Lui ci cambia, certo. Ma quello a cui noi non pensiamo mai è che anche noi cambiamo lui. Lui fa crescere noi, noi facciamo crescere lui. E, come in ogni viaggio, anche in questo ci sono dei momenti che -più di altri- illuminano il nostro crescere e cercare. Tre, in particolare. Tre momenti-simbolo, tra gli approdi più alti di questo viaggiare. Natale, Capodanno, Epifania. Ai quali si aggiunge, l'avvento: il rincorrersi delle emozioni che, ogni anno, precedono la stagione delle festività. Per questo ho pensato di cucire insieme questi quattro momenti, in un percorso che descrive l'arco ideale di ogni viaggio: la vigilia, con il crescendo emozionante dell'attesa; la partenza -il Natale, la nascita: la partenza più importante, per ciascuno e per tutti; il Capodanno, il giro di boa, il passaggio, dove la coincidenza degli opposti nasconde il senso stesso dell'infinito: la fine e il principio s'incontrano e il traguardo si trasforma in un nuovo punto di partenza; l'Epifania: arrivo, come Magi di fronte al mistero dell'Uomo nuovo.
Scendere in piazza, incontrarsi, scambiarsi emozioni e auguri -il 18 dicembre in piazza Duomo, a Milano; il 25, in piazza del Plebiscito a Napoli; la notte dell'ultimo dell'anno, in piazza Politeama a Palermo; il 6 gennaio, in piazza del Popolo a Roma- significa, allora, provare a vedere, insieme, se un grappolo di canzoni riesce a farci alzare gli occhi verso le cose che -fuori e dentro di noi- contano davvero.
Mi piacerebbe che -come una cometa- questo breve viaggio si fermasse sulla verticale del nostro sguardo, a illuminare la notte del cuore. A indicarci che è il momento di prendere coscienza del fatto che siamo noi la qualità più importante di questo nostro tempo ferito e zoppicante. Che lui invecchia e appassisce, solo se invecchiamo e appassiamo noi; che peggiora solo quando peggiorano i nostri pensieri, le nostre parole, le nostre azioni; e che -al contrario- è in grado di fare miracoli se è la parte migliore di noi a tracciare la rotta e prendere il timone. Non esiste un futuro migliore, ma uomini che possono rendere migliore il futuro. E credo che tutti dovremmo lottare per appartenere a questo genere di uomini. "E festa sia!" è un invito. L'invito a far sì che la parte migliore di noi prenda il sopravvento, cercando che il nostro tempo sia sempre un crescendo.
L'augurio che ci scambieremo in queste quattro piazze, che sono esse stesse altrettanti simboli, è che la distanza tra i sogni e la quotidianità si assottigli sempre più, ma senza mai annullarsi del tutto, perché -crescendo e cercando- non ci manchino mai il desiderio e la voglia di sognare. Claudio Baglioni

:)....nn si puo' mancare...evvaiii

by animafragilem | categoria:racconti, claudio baglioni, dedicata a | Link | commenti (popup) | commenti
domenica, 24 settembre 2006,settembre 24, 2006 07:11

STAI SU (baglioni)

che fai in quest'ora bella
che suona il suo notturno
io mi giro attorno a far la sentinella
che non ho sonno e faccio il primo turno
tu qualunque cosa fai stai su
anche se sei distante
e se la voce non arriva o è disturbata
penso di parlare a te in ogni istante
perché per me lo sai sei sempre stata
tu l'altro capo di un filo
un unico profilo
quando guardiamo su
se anche tu vedi
la stessa luna
non siamo poi così lontani
se credi ancora un po'
a un giro di fortuna
gioca tutto su domani
dovunque tu sarai stai su
forse e se tu lo domandi
domani ci troviamo
all'incrocio delle tue braccia grandi
per correre a gridarci ti amo
e cosa ci vuoi fare
se tutto questo non è ancora un paradiso
se non c'è abbastanza notte per sognare
e stai cercando pure tu un sorriso
ti basta entrare in memoria
di qualche buona storia
e poi cliccarci su
se anche tu suoni
lo stesso accordo
non siamo poi così lontani
se ti rimetti su
l'ultimo mio ricordo
sei già pronta per domani
non siamo un mondo a parte
(noi) siamo parte del mondo
rimasti un po' in disparte
un secolo o un secondo
se anche tu senti
la stessa ebbrezza
non siamo poi così lontani
se del domani no
nessuno ha la certezza
io son nessuno e tu Domani
da domani
chiunque tu sarai
comunque tu starai stai su


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