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Primi Amori
Al terzo banco
sulla mia destra
proprio sotto
gli scuri
ci sei tu.
Un baco
che presto
qualcuno dice
si trasformerà in farfalla.
Lo si intravede
nella trasparenza
della tua camicetta
dovei seni
assomigliano a frutti
floridi e ricchi.
Anche oggi
sei lì che leggi Joyce,
circondata
da quel fascio di sole
che sembra baciarti.
E lo mormori
riga dopo riga
tra le labbra
quasi fossi
in una preghiera
per il tuo Dio.
Stento
a non fissarti,
mentre sfioro
il profumo
del tuo voltar pagina.
Di certo provo
per te qualcosa,
ma la ragione
non ha risposta
mentre nell’aria
ora sospingo
nuvole.
Al terzo banco
sulla mia destra
accanto al tuo leggere
siede il tempo …
Ah, sei fossi anche
solo uno di quei minuti!
Muore lentamente chi cammina tra la gente a testa in giù
e non la vede più,
muore lentamente chi rifiuta di ascoltare nuove idee che non siano sue, muore chi non ha passione, chi per abitudine fa la stessa via, chi sta fermo al primo piovere,chi si lascia escludere dalla nostalgia..
cercami tra gli uomini quelli che ci credono,posso perdere ma non finisce mai
cercami ti resterò vicino
muore chi non rischia mai,chi per non avere guai pensa ai fatti suoi,muore lentamente chi ha paura di sentimenti e per eluderli non s'innamora più,chi sta di fronte ad un oceano e non riesce a credere all'eternità,chi in mezzo ai dubbi non sà scegliere,chi non sà più vivere con curiosità quindi..
cercami tra gli uomini quelli che ci credono posso perdere ma non finisce mai quindi..
cercami nei battiti tu cercami e mi troverai,nei colori ancora incerti di un mattino da dove mi vorrai
quindi cercami,tra gli uomini quelli che si fidano se vuoi cercami mi riconoscerai,nelle mani che accarezzano e sguardi che si incontrano nelle voglia di gridare che ci sono per non morire mai,
per non morire mai.

ci sono persone...che si nascondono dietro delle maschere...chi lo fa x giocare....chi la mette a carnevale..chi per nascondere la verità .e chi lo fa per dignità....chi non si è mai messo una maschera una volta nella vita...ognuno in modo differente....e resta da comprendere il niente...nn c'è limite nn c'è età...e la maschera resta là....si mette e si toglie...oogni volta ke si ha voglia...ma ho imparato...ke non c'è maschera che tiene...x guardare l'amore...dentro il cuore...all'improvviso si calano le maschere...restano pensieri nudi e rampicanti..si intrecciano a un esubero di parole...
"Ascoltate ciò che non dico, ve ne prego !
Non siate ingannati dal mio viso, io porto mille maschere e nessuna è il mio vero io.
Non lasciatevi ingannare, nel nome di Dio, ve ne prego.
Vi do l'impressione di essere sicuro di me, pieno di fiducia e di tranquillità, che non ho bisogno di nessuno. Non credetemi.
Sotto questa maschera si cela il mio vero io confuso, spaurito, isolato.
E' per questo che mi creo una maschera, per nascondermi, per proteggermi dallo sguardo che vede, nonostante quello sguardo si precisamente la mia salvezza.
A condizione che io l'accetti, se contiene dell'Amore, è la sola cosa che mi può liberare dai muri della prigione che io stesso ho eretto.
Ho paura di non valere niente, di non essere buono a niente, e che voi lo vediate e mi rigettiate.
Allora comincia la parata delle maschere.
Io parlo con voi, e vi dico tutto ciò che non è niente e niente di ciò che per me è tutto e che piange in me.
Vi prego, ascoltatemi con dedizione e cercate di sentire tutto ciò che non vi dico.
Ho veramente bisogno di essere sincero, autentico, di essere me stesso.
Ma ha bisogno del vostro aiuto. Bisogna che mi tendiate la mano.
Ogni volta che siete aperti, dolci e incoraggianti, ogni volta che vi sforzate di comprendermi per vero interesse, il mio cuore possiede delle ali, delle ali molto fragili, ma pur sempre delle ali.
Con la vostra sensibilità, la vostra simpatia, la vostra potenza di comprensione, solo voi potete liberarmi dalla mia incertezza, dalla mia prigione solitaria.
Ciò non è facile per voi, perchè più vi avvicinate, più io mi difendo.
Ma si dice che l'Amore è più forte dei muri di una prigione, e in ciò riposa la mia speranza.
Tentate con tutte le forze, ve ne prego, di fare cadere questi muri, ma con dolcezza, poichè un bambino è molto sensibile.
Ma chi sono io? Ve lo stavate chiedendo?
Sono qualcuno che conoscete molto bene!
Io sono ogni uomo, e io sono ogni donna che voi incontrate.
E sono anche te stesso."
![]()
Puoi decidere le strade che farai
puoi scalare le montagne oltre i limiti che hai
potrai essere qualcuno se ti va
ma se non ami
se non ami
non hai un vero motivo motivo per vivere
se non ami
non ti ami e non ci sei
se non ami
non ha senso tutto quello che fai
puoi creare un grande impero intorno a te
costruire grattaceli e contare un po' di più
puoi comprare tutto quello che vuoi tu
ma se non ami
se non ami
non hai un vero motivo per vivere
se non ami
non ti ami e non ci sei
se non ami
se non ami
non hai il senso delle cose più piccole
le certezze che non trovi e che non dai
l amore attende e non è invadente e non grida mai
se parli ti ascolta tutto sopporta crede in quel che fai
e chiede di esser libero alle porte
e quando torna indietro ti darà di più
se non ami
se non ami
tutto il resto sa proprio di inutile
se non ami
non ti ami
non ci sei...
senza amore noi non siamo niente mai...


Un mercante inviò suo figlio a imparare il Segreto della Felicità con il piú saggio di tutti gli uomini. Il ragazzo camminò per quaranta giorni nel deserto, finché giunse a un bel castello, in cima a una montagna. Là viveva il Saggio che il ragazzo cercava.
Invece di incontrare un sant’uomo, però, il nostro eroe entrò in una sala e vide un’attività frenetica: mercanti che entravano e uscivano, persone che chiacchieravano in tutti gli angoli, una piccola orchestra che suonava dolci melodie; e poi c’era una ricca tavola imbandita con i piú deliziosi piatti di quella regione del mondo.
Il Saggio conversava con tutti, e il ragazzo dovette aspettare due ore perché arrivasse il suo turno di essere ricevuto.
Con molta pazienza, il Saggio ascoltò attentamente il motivo della visita del ragazzo, ma gli disse che in quel momento non aveva tempo per spiegargli il Segreto della Felicità.
Gli suggerí di fare una passeggiata nel suo palazzo e di tornare dopo due ore.
- Tuttavia, desidero chiederti un favore - concluse, consegnando al ragazzo un cucchiaino da té, nel quale versò due gocce di olio. - Mentre camminerai, porta questo cucchiaino senza versare l’olio.
Il ragazzo cominciò a salire e scendere le scalinate del palazzo, tenendo sempre gli occhi fissi sul cucchiaino. Trascorse le due ore, tornò al cospetto del Saggio.
- Allora - domandò il Saggio - hai visto gli arazzi della Persia che si trovano nella mia sala da pranzo? Hai visto il giardino che il Maestro dei Giardinieri ha impiegato dieci anni a creare? Hai notato le belle pergamene della mia biblioteca?
Il ragazzo, vergognandosi, confessò di non avere visto nulla. La sua unica preoccupazione era non rovesciare le gocce di olio che il Saggio gli aveva affidato.
- Allora torna indietro e conosci le meraviglie del mio mondo - disse il Saggio. - Non puoi confidare in un uomo se non conosci la sua casa.
Adesso piú tranquillo, il ragazzo prese il cucchiaino e tornò a passeggiare per il palazzo, questa volta prestando attenzione a tutte le opere d’arte che pendevano dal soffitto e dalle pareti. Ammirò i giardini, le montagne circostanti, la delicatezza dei fiori, la raffinatezza con cui ogni opera d’arte era collocata al giusto posto. Di ritorno al cospetto del Saggio, riferí dettagliatamente tutto ciò che aveva visto.
- Ma dove sono le due gocce di olio che ti ho affidato? - domandò il Saggio.
Guardando il cucchiaino, il ragazzo si rese conto che le aveva versate.
- Ebbene, questo è l’unico consiglio che ho da darti - disse il piú Saggio dei Saggi. - Il segreto della felicità sta nel guardare tutte le meraviglie del mondo e non dimenticarsi mai delle due gocce di olio nel cucchiaino

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FRANCESCO RENGA sarà in gara alla 59ma edizione del Festival di Sanremo con la canzone UOMO SENZA ETÀ. Dirigerà l’orchestra il Maestro Umberto Iervolino. Così commenta FRANCESCO RENGA il brano:“UOMO SENZA ETA’ vuole essere un omaggio alla figura del “tenore italiano” alla “Voce” che da Caruso a Del Monaco, da Gigli, Di Stefano, fino a Pavarotti, ha portato nel mondo, la nostra lingua e il nostro Canto. Quella corda che più di altre categorie vocali, ha valicato il confine del genere musicale, del teatro d’Opera, per divenire una sorta di leggenda, di eroe popolare. Amatissimo, coccolato, osannato dalle folle a patto che ogni sera nei mille teatri del mondo, vinca la sua battaglia contro le asperità dello spartito, con la sola forza della sua voce. Partendo da questa figura senza tempo, UOMO SENZA ETÀ, racconta di quell’Opera assurda, quella partitura mal scritta in cui abbiamo cacciato la vita, che ci vuole tutti tenori, fregandosene delle reali possibilità delle nostre corde, della nostra emotività, della nostra salute fisica. Dell’età. Che ci chiede sempre e ancora l’acuto, anche quando di voce non ne abbiamo più o non ne abbiamo mai avuta. Come se non ci fosse altro modo di Cantare, di Vivere, di Essere. Quella corda che più di altre categorie vocali, ha valicato il confine del genere musicale, del teatro d’Opera, per divenire una sorta di leggenda, di eroe popolare. Amatissimo, coccolato, osannato dalle folle a patto che ogni sera nei mille teatri del mondo, vinca la sua battaglia contro le asperità dello spartito, con la sola forza della sua voce”. UOMO SENZA ETA’ anticipa l’uscita del nuovo album di FRANCESCO RENGA prevista per maggio. Appena quindicenne FRANCESCO RENGA fonda insieme ad alcuni compagni di liceo i Modus Vivendi, gruppo che nel 1983 partecipa a Deskomusic, un concorso per formazioni musicali delle scuole medie superiori di Brescia. A quel concorso sono iscritti anche i Precious Time: RENGA entra a farne parte, e l’anno dopo la band con la nuova line-up vince la seconda edizione della manifestazione. I Preciuos Time cambiano nome e ribattezzati Timoria inziano un’avventura artistica alla quale FRANCESCO fornisce un contributo determinante. Tredici anni con i Timoria sono stati per FRANCESCO RENGA un’esperienza fondamentale non solo dal punto di vista della maturazione artistica ma anche da quello della crescita personale. Con la band, Francesco ha tenuto centinaia di concerti in tutta Europa e ha registrato sette album, (nel 1991 il gruppo ha ricevuto il Premio della Critica al festival di Sanremo con “L’uomo che ride”). Il sodalizio di FRANCESCO con la band si interrompe alla fine del 1998. All’inizio del 2000 FRANCESCO RENGA debutta con un album omonimo che lo vede anche autore delle canzoni. Prodotto da Fabrizio Barbacci, il disco si fa notare per alcuni brani di sicuro interesse (“Affogo Baby”, “Splendido”, “Ancora di Lei”). Fondamentale è invece, in questo senso, la partecipazione al Festival di Sanremo del 2001: con una sua composizione prodotta da Umberto Iervolino, “Raccontami”, Francesco Renga si fa conoscere al grande pubblico. Il Premio della Critica e il consenso del pubblico e dei media, rilanciano l’album d’esordio, ripubblicato con l’inclusione, oltre che di “Raccontami”, anche di “L’ultima poesia” e di una cover di un classico del “pop italiano” degli anni Settanta, “Impressioni di settembre” della Premiata Forneria Marconi. Nel corso del 2001 FRANCESCO RENGA lavora alla composizione dei nuovi brani che andranno a far parte del suo secondo album da solista. Il disco,“TRACCE”, è pubblicato nel marzo 2002, e anticipato dal singolo “Tracce di Te”: con questa canzone FRANCESCO RENGA ha partecipato, nella categoria “Big”, al Festival di Sanremo del 2002. Il 2004 vede la pubblicazione del nuovo e terzo lavoro del cantautore: ‘Camere Con Vista’ anticipato dal singolo “Ci Sarai”. Ma è il 2005 che vede FRANCESCO RENGA essere protagonista indiscusso del panorama musicale italiano con la vittoria al Festival di Sanremo con il brano “Angelo”. Due anni dopo il successo di “Camere con vista” (oltre 200.000 copie vendute) FRANCESCO RENGA torna nell’ottobre 2007 sulle scene musicali con la pubblicazione del suo quarto album da solista “Ferro e cartone”. |

Così sarà anche per il nuovo disco che la band pubblicherà il 20 marzo: si intitola “Diluvio Universale” e title-track dell’album porta proprio le firme di Curreri e Rossi.
Gli Stadio annunciano poi che all’uscita del disco seguirà un tour di cui si conoscono già alcune date nelle principali città italiane.
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LA VITA è DI OGNUNO...NN si può decidere dell'altro se far morire...DIO ci ha dato la vita....come la morte...si muore quando lui vuole...GESù è MORTO x darci la vita...non concepisco...nn riesco a capire...e in questo momento..vorrei sentire la voglia ke ha questa ragazza...nn credo ke avesse deciso di morire...la sua morte..o la sua vita è nelle mani di altri..!!!!!!! nn capisco..ki ha questo diritto...e se DIO VOLESSE...E LA FACESSE RISVEGLIARE????????? I DUBBI NN POSSONO RIMANERE..???...
