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E così sei nell’aria, e che voglia di mischiare le mie labbra con le tue
e così sei nell’aria e che voglia di sentire le mie cose fra le tue
e così se nell’aria in un giorno qualunque come fai sempre tu
perchè tu sei la storia che finisce ogni volta con la scritta “continua..”
e non mi passa ancora e mi ricordo tutto ogni momento
e ti desidero ancora costantemente ma ti rendi conto non ci siamo persi mai
e ti cerco ancora perchè ti sento cosa mia che fantasia
e così sei nell’aria non lo senti questo vento che ci porta dritti al senso
e così sei la luna e ora l’una dentro l’altro ci tocchiamo proprio al centro
e così sei nel sogno e mi baci i pensieri come fai sempre tu
e lo fai col respiro lentamente poi diventa più forte
e non mi passa ancora e mi ricordo tutto ogni momento
e ti desidero ancora costantemente lo capisci perchè non ci siamo persi mai
e ti cerco ancora perchè ti sento cosa mia mia ancora mia
e non mi passa ancora ricordo tutto ogni momento
e ti cerco ancora perchè ti sento cosa mia mia ancora mia ancora mia
“E così sei nell’aria”, attira di nuovo l’attenzione su di se per il video del pezzo.
La critica giudica il video, girato da Marco Carlucci che curò anche il video del pezzo di Sanremo, un po’ spinto: un ragazzo ed una ragazza che fanno l’amore sulla spiaggia, sulle noti di una canzone che rievocano quei momenti; le immagini sono palesemente chiare, ma assolutamente non volgari od oscene.
Il pezzo canta il ricordo di una storia finita, che porta ancora le tracce vive nel presente, (da qui il titolo “e così sei nell’aria”), su un’immagine romantica di “una volta al mare”; il messaggio che il pezzo lancia è “per ritrovarsi bisogna perdersi”, quindi ricordare un momento dolce non credo sia un reato e poi….il video a mio avviso non è poi così scabroso, e la canzone è piena di parole significative, ed in musica….credo sia quella la cosa fondamentale!
Comunque Povia è tra i finalisti del premio Mogol, la cui giuria ha giudicato il testo di “Luca era gay” tra i più significativi del 2008-2009, ma questo secondo singolo, con o senza video, non è da meno, anzi.

...........mi mancava ....ora sono qui...avvolta da pensieri....mentre i miei occhi sprigionano l'amore....spesso mi dico ke deve venire qui...a raccontare lamia vita...il mio proseguiri...nei giorni....sono molteplici le cose..ke nn saprei dove iniziare...dopo ogni sconfitta...c'èuna rivincita....da qui...riparto...da dove..tanto tempo..fa venivo qui..x sfogare il mio dolore...ma oggi vengo qui..x salutare amici...ke mancano nei miei giorni..nei miei momenti...e che x via del tempo ke passa..nn si ha neanche un attimo ...nella vita di tutti i giorni è bello però lasciarsi andare...ed immaginare ke ognuno dei tuoi amici....sia felice....ke abbia raggiunto quel qualcosa ke tanto attendevano...essere in una sincronia....di desideri....e rendersi conto come in unsogno...ke quei sogni si sono avverati....meravigliosa quella sensazione ke ti avvolge...come se fosse un abbraccio di quegli amici...ke tanto nn vedevi..mi auguro e auguro a tutti gli amici ke nn becco da un pezzo....tanta serenità---e se vorranno di lasciarmi qui qualcosa dove io tornerò..x leggere....vi abbraccio amici....inutile mettere i nomi..tanto già sapete................bacioniiiiiiiii


Stasera amore canta solo per me
e musica l’aria di note,
e disponi ali alle parole,
perché insieme si voli
negl’incavi del piacere.
Dai alla voce il soave
movimento delle mani,
che dal collo precedono
al germogliar del seno,
e lì adagia la bocca
di chi è attratto
non solo dal profumo,
ma dal mistero che attrae
gli amanti di ogni storia.
Stasera amore lasciami
esser spettatore
di questo tuo lento esibire,
al fine che il fascino
rischiari ogni angolo
dove andremo…
e lì unisciti a me,
ripetendo quel rito
nascosto in un segreto,
per non dimenticarlo…
e lì sospendi la ricerca
di quel che ora è tuo…
solamente tuo.

La vita
Quando sei nel buio
e con il capo chino,
con la sconfitta di qualcosa
che non t’appartiene…
Quando sei solo
tra le tue stesse braccia
alla ricerca di qualcuno che ti ascolti
nelle notti dove non sai dove andare…
Quando sei travolto dagli eventi
e cerchi di fermare il vortice intorno
con le ultime tue forze…
Quando sei con la paura nel cuore
e volgi lo sguardo smarrito
oltre il cielo alla ricerca di chi
credi perduto…
Quando tutto sembra sciupato
e il futuro un lontano punto senza
alcun arrivo…
In quel preciso istante
tu sarai consapevole di esistere,
pieno di ogni parte della vita.



Ciao Vasco,
..Il Mondo che vorrei Live, testimonianza di un tour incredibile, caratterizzato come al solito da presenze record e da doppie date un po’ ovunque… Qual è il ricordo più nitido del Mondo che vorrei tour?
E quale canzone, tra le nuove, t’ha regalato l’emozione più forte dal vivo?
Ricordo che all’inizio era una scommessa e dopo una realtà.
“Come al solito” sembra facile e scontato.
Un tour è un lungo viaggio…. comincia mesi prima, con la preparazione atletica e la concentrazione. È un periodo di grande intensità emotiva. L’inizio delle prove, quando ogni giorno le idee, i dubbi e le incertezze sono accompagnati dalla musica che mi tranquillizza.
Le prime prove “sul palco” quando me lo guardo incantato e me lo godo…
e naturalmente la prima data. Poi la seconda…la terza…la quarta...e così via. Cambiano gli alberghi, gli scenari, la tensione è continua ma quando comincia la musica ogni volta è una libidine unica.
È sempre un piacere constatare come, la mia gente, sia attenta e sensibile, capisca così bene le emozioni, le provocazioni che sono dentro le mie canzoni e si commuova come mi commuovo io. Si tratta di un pubblico molto esigente e molto intelligente.
3) Questo tour è stato caratterizzato anche dal concerto incredibile di Mestre, all’Heineken Jammin Festival… Io, personalmente, me lo porterò tatuato dentro come uno dei concerti più emozionanti… un po’ come Rock sotto l’assedio e il primo Imola… tu, che ricordo hai?
Bellissimi ricordi. Sensazioni uniche e irripetibili. La notte prima ho visitato il posto. Ho girato con una Ducati tutto il parco, fermandomi sulla collinetta di fronte al palco. Sullo sfondo, Venezia. Fantastico. Uno scenario tra i più suggestivi al mondo. La sera sul palco ho faticato a tenere a freno l’entusiasmo.
4)
Scegliere i pezzi della scaletta è un lavoro molto complicato che deve tenere conto di un sacco di fattori, sempre diversi. Ogni tour è unico e ha una motivazione, “un senso”. Di solito il filo conduttore è l’ultimo album. Tutto deve girare intorno a quello e le altre canzoni vengono selezionate secondo questo criterio. Poi ci sono certi classici che non possono mancare e le rivisitazioni di vecchi pezzi ri-arrangiati per l’occasione. I medley sono necessari per eseguire tanti pezzi, accorciando i tempi. Nonostante tutto molte canzoni (che mi piacerebbe fare) restano inevitabilmente fuori.
5)
Qui si fa la storia…o non si fa!
Non si poteva che cominciare così un concerto del genere.
Vado pazzo per i giochi di parole e i doppi sensi.
L’inizio deve essere potente.
6)
Sono d’accordo con la vostra classifica. Anche se l’ultimo spettacolo è sempre il più bello, per me.
7)
Una svolta epocale. È stata una grandissima soddisfazione. Una bella rivincita dopo decenni di strapotere degli “stranieri”. Contro l’esterofilia dilagante finalmente la musica italiana dal vivo si riprendeva la propria credibilità. Adesso quando arrivano le grandi produzioni americane e inglesi devono bussare alla porta prima di entrare e “fanno” molta meno gente di me.
8)
In questa, mi ci rispecchio benissimo.
9)
Penso di si. Comunque mi sono sempre vissuto come il cantante di una rock band, la mia.
10)
11)
Mi piacerebbe fare concerti più spesso e meno impegnativi dal punto di vista organizzativo. Quelli negli stadi sono sempre eventi straordinari, non eludibili, irrimandabili, che necessitano di mesi di preparazione e il coinvolgimento di migliaia di persone che lavorano. Io devo essere in forma sempre e presente al momento giusto. Anche un raffreddore o un mal di gola potrebbe essere fatale. È una responsabilità che ho, che sento e che mi tiene in tensione per mesi.
12)
Quella in memoria di De Andrè è stata la più emozionante. Ci ho lavorato per settimane. Non è facile cantare le canzoni di Fabrizio. Lui era unico. Certo che “Amico Fragile” sembrava scritta per me. “Generale” di De Gregori è stato il pezzo iniziale dello straordinario concerto “Rock sotto l’assedio”. Era perfetta per cominciare, l’avevo deciso subito. È stato fantastico interpretarla.
Francesco è sempre stato il mio autore preferito.
13)
Non lo so. Per il momento sono soddisfatto così.
Per me è stato già un gran bel film.
14)
Bella domanda. Fammene un’altra.

La notizia dell’uscita del nuovo lavoro di Eros Ramazzotti ha già fatto il giro del mondo. Ora però ci sono anche le date. «Ali e radici», l’undicesimo album di inediti di Eros uscirà il 22 maggio mentre il singolo «Parla con me» sarà in radio dal 24 aprile.
«Ali e radici», che il cantautore romano ha da poco terminato di registrare a Los Angeles, si apre con una travolgente canzone dal titolo «Appunti e note». Da qui l’inconfondibile voce di Eros Ramazzotti scorre protagonista assoluta lungo tutte le 11 canzoni. Nel disco, infatti, non sono presenti duetti.
Prodotto dallo stesso Ramazzotti insieme con Claudio Guidetti, il nuovo lavoro di Eros vanta una copertina e un booklet di 64 pagine da veri collezionisti. Eros Ramazzotti è stato infatti ritratto da Bruce Weber, il celebre fotografo statunitense noto al grande pubblico per le sue campagne pubblicitarie per stilisti del calibro di Gianni Versace, Calvin Klein e Ralph Lauren e per i suoi lavori sulle più importanti riviste internazionali di moda e non solo.
In 25 anni di carriera Eros Ramazzotti ha pubblicato 15 album e venduto in tutto il mondo oltre 50 milioni di dischi. Al nuovo disco seguirà un tour mondiale che partirà dall’Italia nel mese di ottobre

E’ piovuto il caldo
Ha squarciato il cielo
Dicono sia colpa di un’estate come non mai
Piove e intanto penso
Ha quest’acqua un senso
Parla di un rumore
Prima del silenzio e poi…
E’ un inverno che va via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di spazio
E tempo non ne ho dato mai
Seguo il sesto senso
Della pioggia il vento
Che mi porti dritta
Dritta a te
Che freddo sentirai
E’ un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di tempo
E spazio non ne ho
Dato mai

Da un paio di giorni Antonacci e il suo staff si trovano in zona. Hanno effettuato diversi sopralluoghi in incognito e girato già alcune scene sulla spiaggia del Frascone. La «cartolina» da Nardò si conclude con una sessione di scene in piazza San Domenico
Antonacci sceglie Nardò e il mar Ionio per il suo nuovo video e la città trattiene il respiro per lui. Una giornata da incorniciare, quella di ieri, per il Centro storico. Antonacci arriva di soppiatto, nel primo pomeriggio, davanti al Municipio. A piedi, attraversa le vie più lontane da occhi indiscreti: via Lata, via Matteotti. Poi sbuca in un angolo della splendida piazza San Domenico e si infila nell’antico bar Rosso e nero per un caffè in ghiaccio con latte di mandorla. Intanto qualche appassionato ha seguito il tam-tam di Fecebook e degli sms e si presenta sul posto. Una piccola folla si raduna e servono gli impagabili carabinieri e gli agenti di polizia municipale in moto a fare un po’ di tutto: uomini d’ordine e organizzatori di un set che pare improvvisato ma così non è. Da un paio di giorni Antonacci e il suo staff si trovano in zona. Hanno effettuato diversi sopralluoghi in incognito e girato già alcune scene sulla spiaggia del Frascone. La «cartolina» da Nardò si conclude con una sessione di scene in piazza San Domenico.

Antonacci recluta un po’ di anziani seduti al bar Negro e li fa sedere intorno ai tavolini. Poi «ingaggia» anche don Roberto Tarantino, il segretario del vescovo Caliandro, e Totò Marzo, una «istituzione» della piazza, antica come la colonna. Il sacerdote è quello che si dà da fare di più: consiglia, organizza, sostiene la fatica artistica di Antonacci. E tira la corda come e più degli altri. La scena madre, infatti, vede il cantante milanese tirarsi appresso una enorme gomena da peschereccio. E’ una metafora di un amore tanto grande che deve essere «tirato» con forza e passione e i neritini chiamati a far da comparse ce la mettono tutta: alla fine saranno una ventina, tra ragazzi ed anziani, a giocare ad un improvvisato torneo di tiro alla fune. «Tra te e il mare» è il titolo che è anche quello del celebre brano portato al successo da Laura Pausini nel 2000.
L’autore è in realtà proprio Biagio Antonacci che ora lo ha reinterpretato inserendolo nel suo ultimo album «Il cielo ha una porta sola». Il blitz non è tale ma il divertimento continua. Antonacci ci prende gusto e fa una puntata nel circolo Combattenti e reduci nel cuore di piazza Salandra: insieme con gli anziani che leggono la Gazzetta e giocano a carte, il cantautore viene ripreso dalla troupe mentre guarda il televisore che trasmette un vecchio telegiornale. E’ il momento conclusivo di un pomeriggio incredibile per la vecchia piazza e soprattutto per decine di ragazzine che, accompagnate anche dalle mamme, sbattono i piedi per una foto, un abbraccio e un autografo. E Biagio, nonostante lo staff un po’ asfissiante, non si risparmia ed ha attenzioni per tutti. Fe- derica e Francesca De Paola, arrivate lì prestissimo, svelano il segreto: adorano Antonacci e sono iscritte al suo blog da un anno. Hanno saputo dell’arrivo del loro idolo proprio a Nardò e finché non lo toccano e lo stringono forte non credono a quanto hanno letto su internet. La giornata si conclude: Biagio saluta gli anziani, le forze dell’ordine, alza il pollice e va via tra due ali di folla, scortato dai motociclisti della polizia municipale. Nardò si è meritata il suo «ok».

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Primi Amori
Al terzo banco
sulla mia destra
proprio sotto
gli scuri
ci sei tu.
Un baco
che presto
qualcuno dice
si trasformerà in farfalla.
Lo si intravede
nella trasparenza
della tua camicetta
dovei seni
assomigliano a frutti
floridi e ricchi.
Anche oggi
sei lì che leggi Joyce,
circondata
da quel fascio di sole
che sembra baciarti.
E lo mormori
riga dopo riga
tra le labbra
quasi fossi
in una preghiera
per il tuo Dio.
Stento
a non fissarti,
mentre sfioro
il profumo
del tuo voltar pagina.
Di certo provo
per te qualcosa,
ma la ragione
non ha risposta
mentre nell’aria
ora sospingo
nuvole.
Al terzo banco
sulla mia destra
accanto al tuo leggere
siede il tempo …
Ah, sei fossi anche
solo uno di quei minuti!
Muore lentamente chi cammina tra la gente a testa in giù
e non la vede più,
muore lentamente chi rifiuta di ascoltare nuove idee che non siano sue, muore chi non ha passione, chi per abitudine fa la stessa via, chi sta fermo al primo piovere,chi si lascia escludere dalla nostalgia..
cercami tra gli uomini quelli che ci credono,posso perdere ma non finisce mai
cercami ti resterò vicino
muore chi non rischia mai,chi per non avere guai pensa ai fatti suoi,muore lentamente chi ha paura di sentimenti e per eluderli non s'innamora più,chi sta di fronte ad un oceano e non riesce a credere all'eternità,chi in mezzo ai dubbi non sà scegliere,chi non sà più vivere con curiosità quindi..
cercami tra gli uomini quelli che ci credono posso perdere ma non finisce mai quindi..
cercami nei battiti tu cercami e mi troverai,nei colori ancora incerti di un mattino da dove mi vorrai
quindi cercami,tra gli uomini quelli che si fidano se vuoi cercami mi riconoscerai,nelle mani che accarezzano e sguardi che si incontrano nelle voglia di gridare che ci sono per non morire mai,
per non morire mai.

ci sono persone...che si nascondono dietro delle maschere...chi lo fa x giocare....chi la mette a carnevale..chi per nascondere la verità .e chi lo fa per dignità....chi non si è mai messo una maschera una volta nella vita...ognuno in modo differente....e resta da comprendere il niente...nn c'è limite nn c'è età...e la maschera resta là....si mette e si toglie...oogni volta ke si ha voglia...ma ho imparato...ke non c'è maschera che tiene...x guardare l'amore...dentro il cuore...all'improvviso si calano le maschere...restano pensieri nudi e rampicanti..si intrecciano a un esubero di parole...
"Ascoltate ciò che non dico, ve ne prego !
Non siate ingannati dal mio viso, io porto mille maschere e nessuna è il mio vero io.
Non lasciatevi ingannare, nel nome di Dio, ve ne prego.
Vi do l'impressione di essere sicuro di me, pieno di fiducia e di tranquillità, che non ho bisogno di nessuno. Non credetemi.
Sotto questa maschera si cela il mio vero io confuso, spaurito, isolato.
E' per questo che mi creo una maschera, per nascondermi, per proteggermi dallo sguardo che vede, nonostante quello sguardo si precisamente la mia salvezza.
A condizione che io l'accetti, se contiene dell'Amore, è la sola cosa che mi può liberare dai muri della prigione che io stesso ho eretto.
Ho paura di non valere niente, di non essere buono a niente, e che voi lo vediate e mi rigettiate.
Allora comincia la parata delle maschere.
Io parlo con voi, e vi dico tutto ciò che non è niente e niente di ciò che per me è tutto e che piange in me.
Vi prego, ascoltatemi con dedizione e cercate di sentire tutto ciò che non vi dico.
Ho veramente bisogno di essere sincero, autentico, di essere me stesso.
Ma ha bisogno del vostro aiuto. Bisogna che mi tendiate la mano.
Ogni volta che siete aperti, dolci e incoraggianti, ogni volta che vi sforzate di comprendermi per vero interesse, il mio cuore possiede delle ali, delle ali molto fragili, ma pur sempre delle ali.
Con la vostra sensibilità, la vostra simpatia, la vostra potenza di comprensione, solo voi potete liberarmi dalla mia incertezza, dalla mia prigione solitaria.
Ciò non è facile per voi, perchè più vi avvicinate, più io mi difendo.
Ma si dice che l'Amore è più forte dei muri di una prigione, e in ciò riposa la mia speranza.
Tentate con tutte le forze, ve ne prego, di fare cadere questi muri, ma con dolcezza, poichè un bambino è molto sensibile.
Ma chi sono io? Ve lo stavate chiedendo?
Sono qualcuno che conoscete molto bene!
Io sono ogni uomo, e io sono ogni donna che voi incontrate.
E sono anche te stesso."
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