oggi vorrei scriverti...mille pensieri....ma nn riesco....sappi ke....
e

} } }
oggi vorrei scriverti...mille pensieri....ma nn riesco....sappi ke....
e

Quando i sogni ti porteranno via:
sarà la terra a sollevarti la testa,
sarà il mare ad asciugarti le lacrime,
sarà il fuoco a gelarti il sangue,
sarà la notte ad indicarti la strada,
sarò io a tenerti per la mano


Nel Profondo
Non aspettarti mai niente... e non rimarrai mai deluso.
![]()
È sorprendente come una piccola parte della vita sia costellata da momenti significativi; spesso finiscono ancor prima che inizino, ma gettano uno spiraglio di luce sul futuro e rendono indimenticabile la persona che ha dato vita a questi momenti.
![]()
Non può esserci una vita che ti svegli al mattino e aspetti che arrivi sera.
![]()
Nelle persone tutto può cambiare. Tutto è in processo, in trasformazione.
![]()
Stranamente anche nel momento peggiore della tua vita, ci sarà fra i tuoi ricordi un motivo per sorridere.
![]()
Quante volte per altri è vita quello che per noi è un minuto.

by animafragilem | categoria:pensieri sparsi, momenti, perledisaggezza |
Link | commenti (popup) | commenti 
Si incomincia dalla sera a decidere il domani
Qualche sogno può aiutare, ti svegli con il sole
Questo vivere mi piace,
Perché il corso della vita
Non è scritto né deciso
Chi l'ha detto che hai capito,
Chi l'ha detto che hai sbagliato
Non c'è una sola verità,
Guarda adesso come rido
Guarda adesso come scrivo,
Come guardo nei suoi occhi
Quando viene questa sera,
Quando anch'io le dico piano
Buonanotte amore mio
Ma incomincia dalla sera
Questa nuova storia grande
Che ha cambiato la mia vita,
Proprio quando non cercavo
Proprio quando non credevo
Si incomincia dalla sera

festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. In Italia cadeva regolarmente l'8 maggio fin quando non si decise di fissarla alla seconda domenica di maggio
Costituisce una festa molto antica, legata al culto delle divinità della fertilità degli antichi popoli politeisti, che veniva celebrato proprio nel periodo dell'anno in cui il passaggio della natura dal freddo e statico inverno al pieno dell'estate dei profumi e dei colori (e della prosperità nelle antiche civilità contadine) era più evidente. Con l'andare del tempo questa festività dal tono religioso si è evoluta in festa, talvolta anche in sagra
Negli Stati Uniti nel maggio 1870 Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista (della schiavitù), propose di fatto l'istituzione del Mother's Day (Giorno della madre), come momento di riflessione contro la guerra Fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Woodrow Wilsoncon la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace. La festa si è diffusa in molti Paesi del mondo, ma cambiano le date in cui è festeggiata.
In Italia fu celebrata per la prima volta nel 1957 da donOtello Migliosi ad Assisi nel piccolo borgo di Tordibetto di cui era parroco Migliosi la celebrò la seconda domenica di Maggio .
In molti Paesi la ricorrenza è stata imitata dalla civiltà occidentale: in Africa , ad esempio, alcuni Stati istituirono la festa della mamma ispirandosi al concetto britannico della stessa
Nei tuoi occhi la mia vita
mamma
Posso vederla lì, specchiarmi
Ritrovo i lineamenti
le frasi
la storia di famiglia...
a te sono legati
profumi
sensazioni
l'allegria di una tovaglia stesa
il calore della nostra casa
il conforto nel dolore:
le tue mani aperte
Oggi
anch'io ti abbraccio...
da donna a donna:
grazie
.
Mamma Tutto
Chi asciugava i pianti miei?
Mamma buona era lei...
Chi in cucina cucinava?
Mamma cuoca canticchiava...
Io la sera nel lettino,
Mamma a nanna lì vicino...
La mia mano nella sua
Mamma amica mia...!
Due più uno fanno tre,
Mamma scuola accanto a me...
Mal di pancia, o starnutivo:
Mamma medicina avevo...
Quando c'era il compleanno:
Mamma festa ogni anno
e Mamma regalo, poi,
non mancava mai!
Poi la grande delusione
della prima passioncella
E arrivò Mamma sorella
Lei mi strinse sul suo cuore,
io dimenticai il dolore
con Mamma consolazione...
Non sapevo ancora che quella mamma era per me
Tutto quel che al mondo c'è
e in un attimo imparai:
Mamma Tutto è lei!

Tra le mie canzoni …
Negli angoli del tempo passato
Insieme
Distanti….ma mai altrove
Tra il colore di mille note e il buio
Di notti insonni
Rivisitando…
Anni di musica,che hanno fatto della mia
Vita un girovagare continuo.
Esserci
toccarsi senza parlarci
amarsi senza telefonarsi.
Siete stati questo per me
b…..

Non è eterna e non è per sempre la scia
Della rossa luna…………
Il mare le dà spazio…….
Da lei mi giungono ricordi..
Di prima infanzia
Vergini chiari.
Il mare la protegge….
Da lei mi arriva un silenzio velato
Il mare tace
La scia rossa di una rossa luna …..
A lei mi riposo
Elba 24 febbraio 2008
Biagio Antonacci

All'inizio, quando amiamo veramente una persona, la nostra più grande paura è che smetta di amarci. Ciò che invece dovrebbe davvero terrorizzarci è che non smetteremo di amarla, anche quando sarà scomparsa per sempre. Perché io ti amo con tutto il cuore, Prabaker. Ti amo ancora. E a volte, amico mio, l'amore che provo e non posso darti mi toglie il fiato. A volte, come in questo momento, il mio cuore sprofonda in un abisso di pena dove non esistono le stelle, i sorrisi e il sonno
Un vero amico è l'unico che cammina dentro quando tutti gli altri camminano fuori.
L'amicizia è come un raggio di sole... che tu lo veda o no c'è sempre!
L'amicizia è l'unico cemento che terrà sempre insieme il mondo.
weee amiciiiii dove sieteee nn vi sento da un pezzooooo mi mancateeee ricordateviii ke voiii fate parte della mia vitaa anke se lontaniii maiiii peròò altrove....ci ritroveremooooo ...voi ke sapeteee cm è cambiata la mia vitaaa....voi a sostenermiii cn un semplice ciaooo....voiiikee mi avete regalato sorrisiii...oggiiii sentooo una malinconiiaaaa estremaaaa..

come passa in fretta il tempo
vola e corre come il vento
e tu indietro non ritornerai.
volevo stare un po' da solo
per pensare tu lo sai,
e ho sentito nel silenzio
una voce dentro me
e tornan vive troppe cose
che credevo morte ormai ....
vorrei una voce
e chi ho tanto amato
dal mare del silenzio
ritorna come un'ombra
nei miei occhi,
e quello che mi manca
nel mare del silenzio
mi manca sai molto di piu'.
ci sono cose in un silenzio
che non m'aspettavo mai
vorrei una voce,
e improvvisamente
ti accorgi che il silenzio
ha il volto delle cose che hai perduto
e io ti sento amore
ti sento nel mio cuore
stai riprendendo il posto che
tu non avevi perso mai
che non avevi perso mai
che non avevi perso mai
.... ... .... .... ....
volevo stare un po' da solo
per pensare tu lo sai
ma ci son cose in un silenzio
che non m'aspettavo mai
vorrei una voce
e improvvisamente
ti accorgi che il silenzio
ha il volto delle cose che hai perduto
e io ti sento amore
ti sento nel mio cuore
stai riprendendo il posto che
tu non avevi perso mai
che non avevi perso mai
che non avevi perso mai.
..che non avevi perso mai..

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avvïò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trïonfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò
L'ode il Cinque Maggio fu scritta, di getto, in soli tre o quattro giorni, dal Manzoni commosso dalla conversione cristiana di Napoleone avvenuta prima della sua morte (la notizia della morte di Napoleone si diffuse il 16 luglio 1821 e fu pubblicata nella "Gazzetta di Milano"). Nonostante la censura austriaca, l'ode ebbe una larga diffusione europea grazie al Goethe che la fece pubblicare su una rivista tedesca "Ueber Kunst und Alterthum". La prima edizione avvenne nel 1823 a Torino presso il Marietti. L'ode scritta dal Manzoni, per alcune tematiche (tema del ricordo, evocazione della storia) ha delle analogie con il Coro di Ermengarda e con la Pentecoste e soprattutto ha in comune con essi, quello schema che parte da un inizio drammatico e si conclude con un moto di preghiera.
libertàà--correre .in un prato a piedi nudi..sentire l'erba ke accarezza la mia anima....io sn cosi...anima cuore...ritrovarsi in un riflesso come uno specchio incantato...libera di sognare e amare la mia vita...fuoco ardente delle mie passioni..corro leggera nel cielo blu.....

Perchè indimenticabile ancora sei per me
anche se i giorni passano più duri senza te
tutte le cose che farò avranno dentro un po' di te
perchè lo so dovunque andrai in ogni istante resterai
indimenticabile
Ma è solo solitudine la nostra libertà
paura insopportabile della felicità
tutti gli amori che vivrò avranno dentro un po' di te
perchè lo so dovunque andrai in ogni istante resterai
indimenticabile
indimenticabile...indimenticabile
Ma se il destino è vivere nell'infelicità
vicini e lontanissimi oltre l'eternità
tutti gli amori che vivrò avranno dentro un po' di te
perchè lo so dovunque andrai in ogni istante resterai
indimenticabile
indimenticabile...indimenticabile...
tutti gli amori che vivrò avranno dentro un po' di te
perchè lo so dovunque
andrai in ogni istante resterai
indimenticabile
indimenticabile...
indimenticabile

vado via x qualke giorno....mi ci voleva proprio spero di tornare più carica di prima...vado cn le persone ke amo in assoluto...fonte delle mie forze...e voglia di vivere.....vi stringoooo voii aspettatemi sempre.....neèè

E ho guardato dentro un'emozione
e ci ho visto dentro tanto amore
che ho capito perché non si comanda al cuore.
E va bene così...
senza parole... senza parole...
Se potessi fermare il tempo
lo farei per te amico mio
perchè i tuoi momenti più belli
regalassero ai tuoi giorni
una gioia sempre viva.
Se potessi prendere un arcobaleno
Lo farei proprio per te.
E condividerei con te la sua bellezza,
nei giorni in cui tu fossi malinconico.
Se potessi costruire una montagna,
potresti considerarla
di tua piena proprietà;
un posto dove trovare serenità,
un posto dove stare da soli
e condividere i sorrisi
e le lacrime della vita.
Se potessi prendere i tuoi problemi,
li lancerei nel mare
e farei in modo che si sciogliessero
come il sale.
Ma sto trovando che tutte queste cose
sono impossibili per me.
Non posso fermare il tempo,
costruire una montagna,
o prendere un arcobaleno luminoso.
Ma lasciami essere ciò che so essere di più
semplicemente un amico.

di Alex Adami per Tv Sorrisi e Canzoni
Passano gli anni, cambia il clima, cadono i governi, nascono e tramontano le star del pop, del cinema e del pallone, ma Vasco resta Vasco.
E tutti lì a chiedersi come faccia a scrivere canzoni così belle, a non perdere mai la direzione, a trascinarsi dietro le generazioni una dopo l'altra. Ora che di anni ne ha 56, lui si gode lo spettacolo da lontano, come se la cosa neppure lo riguardasse più. Ora che esce il suo album di inediti numero 17 («Il mondo che vorrei») può anche prendersi il lusso di non pensare a ciò che scriveranno i giornali.
«Le mie canzoni devono piacere a me. Se poi piacciono agli altri, meglio»
spiega con la sua eterna, disarmante sincerità. Intanto si prepara per il nuovo tour negli stadi. Quando ne parla, i suoi occhi brillano.
«Sto bene. Molto bene. Ho fatto gli esami ed erano a posto. Così a posto che il dottore pensava ci fosse qualche errore e me li ha fatti rifare». «Ma il fisico non è mai stato un problema» prosegue. «Il problema è la testa».
Perché?
«Per stare bene devo essere occupato. Devo avere qualcosa da fare, una cosa qualsiasi. Anche mettere ordine nella rubrica del telefonino».
In una delle nuove canzoni canta: «Io non riesco neanche più a capire che cos'ho/e se non viene un angelo, e se non viene un rock'n'roll…».
«Già. Sono le cose che mi servono per andare avanti. E visto che di angeli per ora non se ne vedono, mi attacco al rock'n'roll. Sono trent'anni che vivo di rock'n'roll».
Solo di quello?
«Più o meno. Ma non è sempre stato facile».
Difficile da credere, oggi.
«Quando ero un ragazzino usavo la musica come surrogato del sesso. Ho iniziato a cantare le canzoni di Battisti, poi ho provato a scriverne di mie. Ma quando gli amici mi vedevano arrivare da lontano con la chitarra scappavano».
Non potevano sapere.
«In quegli anni era comunque tutto fantastico. Ogni giorno durava un anno, mi svegliavo la mattina ed ero pronto a correre via. Ora apro gli occhi e non vorrei mai alzarmi. Me lo devo trovare, un buon motivo per tirarmi su. Per trovarlo poi lo trovo, ma che fatica…».
In «E adesso tocca a me» canta: «E adesso che non ho più il motorino che cosa me ne faccio di una macchina?».
